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  • Nikkor Z 17-28mm F2.8 con paraluce montato

    Recensione Nikkor Z 17-28mm F2.8 

    Recensione Nikkor Z 17-28mm F2.8: design, peso, costruzione, filtri, resa pratica e confronto con gli zoom Nikon Z grandangolari.

    Recensione Nikkor Z 17-28mm F2.8

    Il Nikkor Z 17-28mm F2.8 è uno zoom grandangolare luminoso per fotocamere Nikon Z full-frame e APS-C. In questa recensione vediamo design, peso, costruzione, resa pratica e posizionamento rispetto agli altri zoom Nikon Z.

    Per completare il confronto nel sistema Nikon, puoi leggere anche la recensione Nikon Z 14-24mm F2.8 e la recensione Nikon Z 24-70mm F2.8 S.

    Recensione Nikkor Z 17-28mm F2.8 

    Posizionamento nella gamma Nikon Z

    Il Nikkor Z 17-28mm F2.8 si posiziona come alternativa più accessibile e leggera al Nikkor Z 14-24mm F2.8 S. Non arriva a 14mm, non appartiene alla linea S, ma offre apertura costante F2.8 e un range molto utile per viaggio, interni, paesaggio e video.

    È interessante anche perché si abbina bene al Nikkor Z 28-75mm F2.8: insieme formano una coppia di zoom luminosi più gestibile rispetto al classico kit professionale più pesante. Il 17-28mm ha inoltre dimensioni contenute, filettatura filtri da 67mm e distanza minima di messa a fuoco ravvicinata, caratteristiche pratiche per chi lavora spesso fuori dallo studio.

    Il suo senso non è sostituire il 14-24mm F2.8 S per chi vuole il massimo, ma offrire un grandangolo F2.8 più semplice da portare e meno impegnativo. Per molti fotografi questa è una scelta più realistica.

    Nikkor Z 17-28mm F2.8 con paraluce montato

    Dimensioni e peso

    Nonostante la costante apertura F2.8, il Nikkor Z 17-28mm F2.8 è relativamente compatto. Misura circa 75 mm (3″) di diametro per 101 mm (4″) di lunghezza, praticamente lo stesso della versione E-mount di Tamron.

    L’obiettivo pesa circa 450 g (15,9 once). Questo è 30 g (1 oz) in più rispetto alla controparte con innesto E di Tamron, ma l’involucro “Nikonized” sembra un po ‘più solido e il peso extra non cambia sensibilmente il modo in cui si bilancia con i corpi macchina della serie Z di Nikon.

    Nikkor Z 17-28mm F2.8 Design

    Il corpo del 17-28mm è stato rielaborato, rispetto alla versione Tamron, in modo che l’anello di messa a fuoco abbia la stessa larghezza di circa 8 mm degli altri zoom Nikkor grandangolari e standard. Ma, mentre le nervature in gomma sull’ampio anello dello zoom corrispondono agli altri obiettivi della gamma, il 17-28 mm condivide la trama piramidale increspata che abbiamo visto sul 28-75 mm.

    La disposizione, l’orientamento e il funzionamento degli anelli di messa a fuoco (grazie al suo design focus-by-wire) corrispondono ad altri obiettivi della gamma Nikon. Nonostante il suo prezzo (leggermente) più modesto, il 17-28mm F2.8 utilizza sette guarnizioni in gomma in tutto il suo design per proteggerlo dagli elementi, oltre a una guarnizione sul supporto per aiutare a mantenere l’umidità e la polvere fuori dalla fotocamera .

    Altre caratteristiche includono una filettatura del filtro anteriore da 67 mm, che corrisponde a quella del 28-75 mm, e una distanza minima di messa a fuoco di soli 19 cm (7,6″) sull’estremità larga, che consente un rapporto di riproduzione massimo di 0,19x.

    Nikkor Z 17-28mm F2.8: a chi lo consiglierei

    • Paesaggio e viaggio: la gamma 17-28mm copre bene interni, architettura e scene ampie senza arrivare al peso degli zoom professionali più estremi.
    • Video e reportage leggero: apertura F2.8 costante e corpo compatto aiutano quando si lavora a mano libera o con kit ridotti.
    • Alternativa al 14-24mm: se non ti serve l’angolo estremo, il 17-28mm può essere una scelta più pratica e accessibile.

    Come usarlo sul campo

    SituazioneFocale consigliataNota
    Viaggio urbano20-28mmPiù naturale e meno estrema rispetto a 17mm.
    Interni stretti17-20mmControlla le linee verticali e la posizione della camera.
    Paesaggio leggero17-24mmCerca un primo piano forte per dare profondita’.
    Video a mano libera20-28mmMovimenti più controllabili e meno deformazione ai bordi.

    Nikkor Z 17-28mm F2.8: verdetto

    Il Nikkor Z 17-28mm F2.8 ha senso se vuoi uno zoom grandangolare luminoso, più leggero e accessibile del 14-24mm F2.8 S. Non è l’obiettivo più estremo della gamma Nikon Z, ma proprio per questo può risultare più pratico per viaggio, reportage, interni, video e paesaggio leggero.

    AlternativaQuando sceglierlaCompromesso
    Nikkor Z 17-28mm F2.8Vuoi F2.8, peso contenuto e prezzo più gestibileNon arriva a 14mm e non è serie S
    Nikkor Z 14-24mm F2.8 STi serve il massimo grandangolo e qualità professionaleCosto e ingombro più alti
    Nikkor Z 28-75mm F2.8Preferisci uno zoom standard luminosoManca la prospettiva ultra-wide

    Prima dell’acquisto valuta soprattutto quanto ti serve davvero scendere sotto i 17mm, se usi filtri frontali, quanto peso vuoi portare e se il tuo lavoro richiede la costruzione della linea S. Per molti fotografi Nikon Z, il 17-28mm F2.8 è una scelta equilibrata più che una lente specialistica.


  • Venezia fotografata a 35mm con Nikon Z6

    Venezia a 35 mm

    Venezia a 35mm: racconto fotografico con Nikon Z6, consigli pratici su luce, composizione, calli, canali e reportage di viaggio.

    Venezia a 35mm: racconto fotografico con Nikon Z6

    Venezia a 35mm e’ un piccolo racconto fotografico nato durante un viaggio in una citta’ sospesa, fatta di calli, canali, riflessi e silenzi. Non e’ una guida turistica completa: e’ il diario di una passeggiata con Nikon Z6 e un obiettivo 35mm, cercando immagini meno da cartolina e piu’ vicine al passo reale.

    Il 35mm e’ una focale perfetta per Venezia: abbastanza ampia da includere architetture e contesto, ma ancora naturale quando nella scena entra una persona. Ti costringe ad avvicinarti, aspettare e scegliere meglio cosa lasciare fuori dall’inquadratura.

    Perche’ fotografare Venezia con un 35mm

    Venezia e’ una citta’ facile da fotografare male proprio perche’ e’ bellissima. Il rischio e’ inseguire solo scorci gia’ visti. Con un 35mm puoi lavorare in modo piu’ personale: includi il contesto, ma devi comunque scegliere distanza, ritmo e soggetto.

    Rispetto a un 50mm e’ piu’ elastico nelle calli strette; rispetto a un grandangolo spinto e’ meno scenografico ma piu’ naturale. Se ami le focali fisse, puoi confrontarlo con la guida su fotografare con 50mm fisso.

    Come ho fotografato

    • Una sola focale: meno attrezzatura e piu’ attenzione alla scena.
    • Ritmo lento: meglio aspettare un passaggio interessante che scattare ogni angolo.
    • Luce sulle alte luci: acqua, muri chiari e cielo possono bruciare facilmente.
    • Composizione pulita: ponti, finestre, canali e diagonali aiutano a guidare lo sguardo.
    • Formato RAW: utile per recuperare ombre e luci nella post-produzione.

    Schema rapido per Venezia a 35mm

    SituazioneCome scattarePerche’ funziona
    Calli stretteComponi con linee verticali puliteIl 35mm mantiene contesto senza deformare troppo
    CanaliUsa riflessi, ponti e diagonaliL’immagine diventa meno statica
    NotteApri il diaframma e cerca luci di vetrine o lampioniConservi atmosfera senza appiattire la scena
    PersoneAspetta il passaggio giustoLa foto sembra vissuta, non solo documentata

    Checklist prima di uscire

    • Batteria carica e scheda libera.
    • Una sola focale, se vuoi allenare davvero lo sguardo.
    • RAW attivo per gestire meglio luci e ombre.
    • Scarpe comode: Venezia si fotografa camminando.
    • Un tema chiaro: dettagli, acqua, persone, architetture o racconto personale.

    Mini percorso fotografico a 35mm

    Per rendere l’uscita piu’ produttiva, puoi pensare Venezia come una sequenza di scene e non come una lista di monumenti. Parti da una zona piu’ ampia, cerca una calla laterale, aspetta un passaggio umano e chiudi con un dettaglio: porta, riflesso, mano, barca, insegna o ombra.

    1. Scatto di apertura: una scena larga che dica subito dove sei.
    2. Scatto di ritmo: una persona che attraversa ponte, calle o campo.
    3. Scatto di dettaglio: un elemento minimo, utile a spezzare la serie.
    4. Scatto di chiusura: una foto piu’ silenziosa, magari al tramonto o con luce artificiale.

    Se vuoi costruire un racconto coerente, usa la stessa logica anche in fase di selezione: togli le immagini ripetitive e lascia solo quelle che aggiungono un pezzo alla passeggiata. Per allenare lo stesso approccio in altri contesti, puo’ aiutarti anche la guida su come fare belle foto per i social.

    Venezia a 35mm mi ha ricordato quanto una focale semplice possa bastare per costruire un racconto personale. Meno attrezzatura, piu’ attenzione: spesso e’ da li’ che nascono le fotografie piu’ sincere.

    Per sviluppare meglio un reportage di viaggio, leggi anche la guida su come fare belle foto, il tutorial Lightroom e la guida sugli obiettivi fissi per paesaggi.